Cavità Artificiali


La Calabria possiede un importante e cospicuo patrimonio ipogeo. Tale patrimonio è costituito da grotte e cavità artificiali diffuse in tutto il territorio regionale. Occorre precisare, per i “non addetti ai lavori”, che le due tipologie d’ipogeo menzionate (grotta e cavità artificiale) sono entrambe situate nel sottosuolo ma hanno origini diverse. Mentre le grotte si formano attraverso un processo naturale chiamato speleogenesi, le cavità artificiali sono realizzate dall’uomo per diversi scopi. In particolare, quest’ultime rivestono un grande interesse da punto di vista storico, artistico, sociale e antropologico oltre che speleologico. Una commissione nazionale di studi, creata in seno alla Società Speleologica Italiana (la maggiore associazione nazionale che si occupa di speleologia), ha classificato questi manufatti in base alla loro tipologia d’uso (ad esempio: luogo di culto, opera di captazione delle acque, opera militare, ecc…) e promosso la nascita di organismi regionali denominati “catasti delle cavità artificiali” per la raccolta e la conservazione dei dati. Nel 2006, è stato istituito il Catasto delle Cavità Artificiali della Calabria che oggi è riconosciuto dalla legge regionale 2 maggio 2013, n. 22 sulla “Tutela e valorizzazione del patrimonio geologico e speleologico”. Dall’istituzione del catasto a oggi sono stati censiti e catalogati quaranta siti costituiti da una o più cavità contigue, di diverse tipologie. Nell’elenco, tra i più noti e importanti figurano: la chiesa ipogea di Sotterra a Paola (CS), gli insediamenti rupestri del crotonese e la chiesa di Piedigrotta a Pizzo (VV). Altri ipogei meno conosciuti, ma non meno importanti sono: la cripta della Consolazione a Cosenza, l’insediamento rupestre e l’ipogeo romano di Zungri (VV). L’esplorazione e la documentazione delle cavità artificiali sono attività compiute dagli speleologi che, collaborando con il catasto, condividono con esso i dati e le informazioni emerse durante le loro attività. Il catasto, a sua volta, mette a disposizione i propri archivi a tutti gli enti, le istituzioni e gli studiosi che ne fanno richiesta. Il catasto vuole essere uno strumento di conoscenza del territorio rivolto alle amministrazioni locali, agli enti pubblici e privati, al mondo accademico, e a tutti i cittadini che hanno interesse a conoscere il patrimonio storico custodito dal sottosuolo regionale. Gli speleologi che collaborano con il catasto vogliono attribuire al patrimonio ipogeo artificiale regionale un ruolo che vada oltre l’interesse speleologico e che consenta a tutti i calabresi di riappropriarsi di una parte del territorio calabrese e della sua antica storia. A tal fine cercano di promuovere il più possibile le loro attività e insieme la conoscenza del sottosuolo attraverso manifestazioni culturali, corsi, pubblicazioni e collaborazioni con enti e istituzioni. Essi sono convinti che la memoria storica sia fondamentale per il rafforzamento dell’identità culturale e che le attività di esplorazione, documentazione e di studio siano un prezioso servizio offerto alle comunità locali, poiché la conoscenza del territorio è indispensabile per la sua valorizzazione.
Chiunque fosse interessato alla speleologia in cavità artificiali o semplicemente volesse dare un contributo agli speleologi fornendo delle informazioni in suo possesso, può prendere contatto con il catasto delle cavità artificiali della Calabria inviando un’e-mail ai seguenti indirizzi: gruppo.speleo.cudinipuli@gmail.com  o luigi__manna@libero.it

Il Catasto Nazionale Delle Cavità Artificiali
Il Catasto delle Cavità Artificiali è un organismo appartenente alla Società Speleologica Italiana (SSI) organizzato su base regionale. I catasti C.A. regionali sono coordinati dalla Commissione Nazionale Cavità Artificiali (CNCA) della SSI. La Società Speleologica Italiana (SSI), nata nel 1950, raccoglie la maggior parte dei gruppi speleologici italiani. L’attività principale del Catasto Cavità Artificiali è la raccolta di dati ed informazioni che riguardano gli ipogei artificiali (realizzati dall’uomo). Il catasto è quindi una struttura di eccezionale valore nella conoscenza del territorio e della sua storia.

Il Catasto Delle Cavità Artificiali Della Calabria
Il Catasto delle Cavità Artificiali della Calabria (CatCACb-SSI) della Società Speleologica Italiana (curato da Luigi Manna  ) è nato nel 2006 per volontà di alcuni speleologi della provincia di Cosenza ed è attualmente impegnato nelle attività di censimento, documentazione e rilievo di alcune importanti cavità artificiali calabresi.
Le informazioni raccolte sono catalogate e organizzate in una banca dati secondo parametri standardizzati a livello internazionale. La raccolta non è fine a se stessa; infatti il CatCACb collabora a stretto contatto con le strutture compenti sulla materia. Inoltre, il CatCACb ha coinvolto con entusiasmo gli speleologi della regione, promuovendo e partecipando ad esplorazioni, sopralluoghi, rilievi topografici e in incontri sul patrimonio ipogeo artificiale della regione. Le attività di esplorazione, studio e documentazione degli ipogei artificiali rivestono grande interesse dal punto di vista storico, sociale ed antropologico. svolte dal CatCaCb hanno riguardato alcune importanti cavità artificiali calabresi. Tra esse: alcuni ipogei situati nel sottosuolo del centro storico di Cosenza ed un esteso insediamento rupestre situato in provincia di Vibo Valentia.
Con la loro attività gli speleologi vogliono attribuire al patrimonio ipogeo calabrese un ruolo che vada oltre l’interesse scientifico e che consenta ai calabresi di riappropriarsi di una parte della loro antica storia. Convinti che la memoria storica è fondamentale per il rafforzamento dell’identità culturale calabrese e che le attività di ricerca “sul campo” e di studio sono un prezioso servizio offerto alle comunità locali, poiché la conoscenza del territorio è indispensabile per la sua valorizzazione.

cavità artificiale di Petilia Policastro

 

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