Fauna Ipogea


In ambiente ipogeo la temperatura, l’umidità e l’assenza di luce sono i fattori che più influenzano la vita in ambiente ipogeo. La variazione di temperatura è fortemente collegata alla morfologia del complesso sotterraneo. Nelle grotte con sviluppo verticale la temperatura diminuisce fortemente man mano che si scende tant’è che sul fondo si registrano i valori minimi.
L’umidità è sempre molto elevata. Per quanto riguarda la luce, è ovvio che la sua intensità diminuisce rapidamente man mano che ci si inoltra in una cavità.
Nella zona di oscurità assoluta non ritroviamo nessun vegetale propriamente detto che possa sopravvivere in queste condizioni; si possono tuttavia ritrovare muffe e una vasta gamma di microbi.


I microbi sono microscopici organismi invisibili ad occhio nudo, in cui si includono fughi, alghe e batteri. Molti batteri di grotta appartengo agli Actinobacteria un phylum di batteri che produce molti antibiotici attualmente noti ed altri ancora sconosciuti. In un tunnel di lava delle Azzorre è stato ritrovato un nuovo antibiotico prodotto da un batterio. Molte superfici bagnate in grotta hanno un biofilm di microbi che non si vede ad occhio nudo. Le grotte sono abitate da organismi molto specializzati, che vivono in permanenza nel sottosuolo, stadio finale di una lunga evoluzione che li ha resi perfettamente adatti a questo tipo di ambiente. A parte certi Anfibi, tra cui il noto Proteo, e un certo numero di Pesci ciechi che troviamo nella fascia intertropicale, in maggioranza si tratta di invertebrati. Incontriamo Planarie, Anellidi, Molluschi, ma soprattutto Artropodi, essenzialmente rappresentati da Insetti, Crostacei, Diplopodi, Aracnidi.
Fra le caratteristiche piu’ evidenti di questi abitanti di un mondo senza luce vi e’ la scomparsa di accessori divenuti superflui, come gli occhi e la pigmentazione (sarebbero solo un inutile dispendio energetico), cosi’ come certi organi deputati alla respirazione. Essa avviene cosi’ direttamente dai tegumenti, delicati e ‘porosi’, adatti ad un ambiente saturo di umidita’ e con temperature stabili, cioe’ da condizioni ambientali che evitano la disidratazione. In compenso il loro corpo e’ cosparso di raffinatissimi organi di relazione molto sensibili, capaci di ‘leggere’ il mondo che li circonda. Altri caratteri, come il rallentamento delle funzioni metaboliche, l’assenza di periodicita’ regolare nei cicli riproduttivi, la produzione di poche ma voluminose uova, fanno parte di strategie di sopravvivenza e di risparmio energetico in un ambiente piu’ o meno stabile e prevedibile.
La fauna cavernicola si distingue in tre grandi gruppi ecologici
Troglosseni (stranieri delle caverne): sono animali frequenti in grotta, e che non vi si riproducono. La loro presenza negli ambienti sotterranei è dovuta puramente a cause accidentali.
Troglofili (che amano le caverne): sono animali frequenti in grotta, ma che non vi sono esclusivi, anche se in genere si possono riprodurre nelle caverne. In certi casi si tratta di organismi che vivono nelle caverne solo in particolari periodi dell’anno o del loro ciclo vitale (ad esempio quelle specie di Pipistrelli che svernano in grotta), altre volte invece troviamo dei troglofili che vivono praticamente sempre negli ambienti sotterranei pur avendo la possibilità di sopravvivere anche all’esterno.
Troglobi (che vivono nelle caverne): con questo termine vengono designati quegli organismi che sono esclusivi dell’ambiente cavernicolo e che ad esso sono adattati con modificazioni verificatesi nel corso dell’evoluzione. Un tipico esempio di animale troglobio è il Proteo.

I PIPISTRELLI

I pipistrelli fanno parte dell’ordine dei Chirotteri, che sono gli unici mammiferi completamente adattati al volo con delle vere e proprie ali.
Per via della grande ma sottile superficie alare i Chirotteri sono soggetti a disidratazione e perciò preferiscono gli ambienti umidi, come le grotte, le cantine, le fessure dei muri o l’interno degli alberi cavi.
Per orientarsi e per catturare gli insetti di cui si nutrono, i pipistrelli emettono degli ultrasuoni aventi una frequenza compresa tra i 50.000 e 100.000 Hz. Quando questi incontrano un ostacolo vengono riflessi e l’animale ne capta l’eco, deducendone sia l’esistenza che la distanza degli oggetti che lo circondano.
Il volo comporta un grande dispendio di energie e per questo i Chirotteri sono voracissimi cacciatori di insetti, in grado di mangiare fino a 3000 insetti a notte! Vari insetti hanno sviluppato sistemi di difesa contro i Chirotteri: alcuni emettono ultrasuoni per confoderli, altri sono ricoperti di una peluria che attutisce gli ultrasuoni impedendone l’eco, altri ancora sono in grado di intercettare gli ultrasuoni del predatore cambiando improvvisamente rotta.

Il PROTEO
Il Proteo adulto ha il corpo lungo circa 25-30 cm, anguilliforme, e gli occhi sono nascosti sotto la pelle. Gli arti interiori possiedono tre dita, quelli posteriori due. Di solito è di colore bianco, talvolta rosato. Può diventare scuro se esposto alla luce.
La riproduzione del Proteo è stata per lungo tempo quasi sconosciuta. Le ricerche hanno poi dimostrato che i Protei sono ovipari, anche se, tenuti in condizioni anormali, possono diventare vivipari.
Il Proteo adulto si ciba di piccoli Crostacei cavernicoli, ma non disdegna neanche Oligocheti, Molluschi ecc. esogeni, trasportarti dalle acque all’interno delle grotte. Può sopravvivere per anni senza cibo. Normalmente vive fino a cento anni.

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