GRANDE SUCCESSO PER LA GIORNATA NAZIONALE DELLA SPELEOLOGIA 2017


Si è svolta ieri 30 Settembre l’edizione 2017 della ”Giornata Nazionale della Speleologia” riscuotendo un grosso successo  tra i partecipanti all’iniziativa proposta dal Gruppo Speleologico Cudinipuli presso la grotta Santa Cristina a Filandari (Vv) e l’insediamento rupestre di Zungri.  Prima tappa è stata alla grotta Santa Cristina, una grotta molto ampia, soprattutto all’ingresso con una sala di 40 metri di diametro e alta circa 30 metri e che all’interno assume la forma d’imbuto, con un’uscita piuttosto stretta, percorrendo un canale lungo circa 200 metri in lunghezza e altri 20 in altezza. La grotta all’interno è molto umida, tanto che è facile notare le stalattiti in alcuni punti, mentre l’infiltrazione dell’acqua dalle pareti, ha creato vele. Lo stillicidio ha favorito la formazione di una grossa quantità di pisoliti di grotta, di varie forme e colori che hanno lasciato stupiti i visitatori per la loro bellezza e particolarità. Come tanti altri luoghi della Calabria anche intorno alla Grotta di Santa Cristina ruotano credenze popolari interessanti, risalenti al diciottesimo secolo. Secondo quanto si racconta, l’acqua della grotta era considerata curativa e miracolosa, tanto che gli abitanti del luogo raccoglievano le gocce dalle pareti in delle bottiglie, per offrirle ai pazienti che ne facevano richiesta, soprattutto le donne. Secondo la credenza popolare, infatti, le qualità terapeutiche dell’acqua della grotta di Filandari erano dovute all’intercessione di Santa Marina. Per questo l’acqua della grotta di Filandari veniva usata per curare mastiti, lombaggini, gestazioni difficili e altri dolori. La cura più efficace di quest’acqua, secondo la Leggenda delle lacrime di latte, riguardava che il suo uso favorisse la secrezione del latte nelle donne in maternità. Le gocce di acqua che filtravano lungo le pareti, simboleggiavano le miracolose lacrime di latte che bevevano le donne in gravidanza come buon auspicio per la maternità, affinché fosse sana e senza problemi. Questa leggenda lega la Grotta di Santa Cristina di Filandari con la Grotta di Santa Cristina in Israele, dove è presente la stessa Leggenda del milk tears. La seconda tappa, presso l’insediamento rupestre di Zungri, ha aperto le porte agli aderenti alla Giornata Nazionale della Speleologia al mondo delle cavità artificiali. Il villaggio rupestre datato dagli studiosi fra il XII – XIV secolo è costituito da circa 100 case-grotta scavate nella roccia con ambienti monocellulari e bicellulari, alcuni anche a più piani. Il villaggio si articola su un costone lungo uno dei versanti del fosso Malopera ed occupa una superficie di circa 2900 mq. Chiaramente visibile è l’impianto urbano dell’insediamento con la rete viaria che si articola con percorsi e scalinate che da monte a valle conducono alle varie cellule abitative. La forma delle cellule abitative è circolare o quadrata o rettangolare, alcune hanno una copertura con volta a cupola con un foro centrale per l’aerazione, altri hanno finestre di forma circolare o rettangolare. L’interno delle grotte è caratterizzato dalla presenza di  nicchie alle pareti e dalla presenza degli incassi per la sistemazione di letti o mensole.

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